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The Bonnie Parkers: CRIMINALI DEL PUNK ROCK di Riccardo Ponis Il Punk italiano è stato un fenomeno anomalo. L’estrema politicizzazione dei fatti caratteristica del nostro paese e il disagio di molti hanno favorito negli anni 80-90 la nascita di un florido movimento punk-hard-core (da tempo apprezzato in tutto il mondo, ma inspiegabilmente relegato ad un ottica di secondo piano). Sono stati in molti ad aver scritto la storia di questo genere, ma solo in pochi sono sopravvissuti alla squallida condizione italiana ( mancanza di spazi e relativa cognizione di compiere sempre e comunque “qualcosa per niente”). Molti gruppi si sono “distrutti” per poi ricostruirsi più agguerriti che mai nell’intento di proporre una musica capace di scuotere “culi e menti”. Uno di questi nomi sono i “Punk Rock Criminals” romani BONNIE PARKERS che da ormai 2 anni imperversano sulla scena capitolina. Umberto ( ex TURTURROS), voce e chitarra della band, ha vissuto sulla propria pelle questo fenomeno e come tutti quelli che sacrificano anima e corpo per un “qualcosa” si ritrova tutt’oggi a suonare dell’ottimo rock & roll per la gioia di farlo. L’importante è esserci… Negli anni '80 esisteva una radicata rivalità tra Punk e Metallari. Oggi questo contrasto sembra essersi appianato e ogni "fazione" ascolta un po' di musica della "fazione opposta". Cosa aveva generato questa rivalità in passato e qual è stata secondo te la causa di questa pacificazione?
Siete divulgatori di un punk interessato a temi meno politici e più "terreni". Quali sono le principali influenze dei BONNIE PARKERS? Tengo a precisare che, almeno per quanto mi riguarda, il fatto che io non parli di politica direttamente nelle mie canzoni non significa che non faccia parte dei miei interessi. |
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