The Bonnie Parkers: CRIMINALI DEL PUNK ROCK di Riccardo Ponis

Anzi, forse mi interessa così tanto ed ho una posizione personale talmente complessa da risultare difficile risolverla con uno slogan o un ritornello. Mi ritengo un materialista ed ho bisogni molto “terreni”. E di questo mi ritrovo a parlare. Le principali influenze dei Bonnie Parkers sono proprio i gruppi che seguivano questa strada: Ramones, Who, Sonics, Buzzcocks, Johnny Thunders e decine di altri.

Non pensi che la commercializzazione del rock & roll da parte delle major abbia snaturato questo tipo di musica rendendo "trendy" quello che una volta scandalizzava. In altre parole, cos'è per te il vero rock & roll? 

Non credo che si debba aver paura di questo. Da che mondo è mondo il business ha tentato di accaparrarsi la tendenza del momento per ricavarne denaro. Diciamoci la verità, ormai non scandalizza più nulla. Però non è detto che sia un male. Secondo me, più che di scandalizzare, c’è bisogno di affermarsi. I costumi sono cambiati, il comune senso del pudore ha delle soglie molto più elevate rispetto a 30 anni fa. La provocazione fine a se stessa non ha molto più senso. Sarebbe il caso di tornare al vero rock’n’roll, che per me resta legato all’immagine di un gruppo che si trascina gli strumenti stipati dentro una macchina, li monta su un palco più o meno arrangiato e spacca il culo a tutti.

Quali sono altri gruppi della scena romana/italiana che secondo te meriterebbero maggiore attenzione?

A Roma il gruppo migliore del genere al quale potremmo essere accomunati noi sono senza dubbio i TAXI. Stanno insieme da tanti anni, hanno suonato e suoneranno anche questa estate negli Stati Uniti, incidono per un’etichetta americana e chiunque li abbia visti sa benissimo di cosa sto parlando. Sono molto brave anche le Motorama, duo femminile garage lo-fi, e i Killtime, pop-punkers con alle spalle parecchia gavetta. Qui a Roma c'è anche una grande scena hardcore, della quale però non sono molto esperto. Mi limito a citare i Die!, una band relativamente nuova, ma che secondo me ha pochi rivali in giro. Parlando del resto d'Italia, ultimamente sono rimasto molto colpito dai Rippers, un gruppo sardo che suona una specie di garage-beat anfetaminico anni 60 e mi piacciono anche tanti altri gruppi che suonano insieme da una vita: i vogheresi Retarded, gli Stinking Polecats di Piacenza, i Manges e i

 
 

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