Diciamolo subito, Caparezza è l’evoluzione del bonobo e della vita ha capito tutto. Sono più lontani di quanto possa sembrare i tempi dell’Hip Hop e del Rap delle origini, sebbene tali coordinate stilistiche restino scolpite nel DNA dell’artista barese. Del primo album neanche l’ombra, ma non è un caso; lo show di Caparezza è oggi molto di più. Soprattutto molto più ruffiano e costruito. Un vero e proprio circo delle pantegane! L’irriverente super-barese è passato al livello successivo e ci mette i siparietti, i travestimenti, le trovate sceniche, ma anche grinta, ironia, intelligenza e soprattutto tanti generi musicali in grado di accattivarsi un’audience che va dai 3 anni ai 50 e che la pioggia non ha fermato! Niente male eh!? Le danze si aprono col beneaugurante potere dei Bonobo che parafrasa il famoso film di Kubrik in “2009 odissea nello spazio” e si prosegue con Vengo dalla Luna passando per prediche (Felici ma trimoni) e rivoluzioni (Sessointutto), corride (dalla parte del toro naturalmente) e videogiochi (Abiura di me), la grande storia (ops, opera!) e piccole noie quotidiane (Un uomo vero dovrebbe lavare i piatti), il serio (Eroe) ed il faceto (Cacca nello spazio). A proposito, proprio durante quest’ultimo pezzo, che fa il verso ai Bluvertigo d’annata, mi becco la scena più bella della serata; dietro di me una piccola con i denti da latte, a cavalcioni sulle spalle del paparino strilla spensierata Cacca nello Spazio ed allora mi chiedo se davvero sono io che vengo dalla luna! A questo punto la mia parte intollerante s’interroga sull’aspetto prettamente musicale dello spettacolo circense a cui sto assistendo. Oltre all’ombra di Morgan, abbiamo percepito incombenti nuvole di Subsonica, echi di Vinicio Capossela versione Marajà, Beastie Boys, Ska-P e molti altri, oltre naturalmente al meglio della scena hip hop internazionale. Insomma, in questo calderone studiatissimo c’è di tutto e al momento giusto. Personalmente preferisco il lato “Ska-P” del concerto, quello con le chitarrine punkettone ed i ritornellini hardcore (Ilaria condizionata e Un Uomo Vero…), ma il testo di Eroe merita l’Oscar all’attualità! Un vero manifesto, complimenti! Questo è il punto più suggestivo ed “alto” dello show, in cui le pagliacciate da circo, i nani ed i pupazzi, lasciano spazio alla critica sociale feroce. Massimo rispetto. E poi, c’è la situazione dei festini salentini, che a volte si trasferiscono in palazzi romani o in ville sarde… a cui Caparezza accenna prima di attaccare “Io diventerò Qualcuno”. Fuori dal Tunnel invece, è fuori scaletta. Che dire, uno spettacolo più che un concerto, un artista a tutto tondo, pure troppo, vista l’ispirazione “alternative” ed una band che suona ottimamente: una bella serata, un ottimo modo per fare quattro salti, ma… sarà che la pioggia o l’Ilaria condizionata mi hanno raffreddato il cervello, ma arrivo a chiedermi se alla fine della fiera Caparezza abbia uno stile davvero suo… beh, meno male che mi viene in aiuto la conterraneità che ci lega (anch’io sono pugliese) e non posso resistere ai tamburelli tarantati! Senza dubbio, la strada maestra per il giullare barese è l’Appia Antica! La prossima estate, venite a ballare in Puglia… ma respirate con cautela!