?Alos è tornata ad allietare i nostri turbamenti. Una chiacchierata farà luce sulla sua ultima fatica (“Ricamatrici”) che, sempre grazie a Bar La Muerte, vede la luce, contribuendo ad elevare sempre più il livello qualitativo delle scelte dell’indipendentissima etichetta di Bruno Dorella.
Il mondo di ?Alos non è popolato da orchi e folletti ma è una realtà tangibile e concreta che, attraverso la sublimazione del quotidiano, assume con lei nuove forme…
Ben ritrovata Signorina ?Alos. Aspettavamo da tempo il tuo ultimo lavoro.
“Ricamatrici” è una nuova tappa “artistica”. Da quale esigenza nasce?
Ciao!!!! Ricamatrici e'' un disco che vuole raccontare un altro aspetto della vita quotidiana delle donne. Dopo la cucina e i ricordi, ho cominciato ad interessarmi al cucito e anche alla sua valenza sociale.
Alcuni dei pezzi facevano parte della mia performance "One girl sewing music" in cui dal vivo cucivo un pupazzo e raccontavo in questo modo la vita di una persona che era emigrata in un altro paese con sogni di gloria, ma che finiva a lavorare nello scantinato di una fabbrica di pupazzi.... Ricamatrici nasce anche per riportare su disco questa mia performance, per approfondire e raccontare ancora meglio la storia di questa donna sia attraverso la musica che con le foto....
Ho la sensazione che sia più “sussurrato” di “Ricordi indelebili”.
Avverto più sofferta introspezione, una catarsi più cupa e contenuta. Sbaglio?
No hai ragione, non avevo intenzione di fare un disco più oscuro, ma e'' avvenuto proprio questo...penso che dipenda anche dal tema che tratto nel disco. Se racconto di una vita infelice e l''ambientazione nel mio immaginario e'' uno scantinato alla fine ne esce una musica che e'' come un grosso sospiro....
Quale percorso ti ha portato a identificarti in un mondo femminile fatto di stoffe e tessuti?
Che bella domanda.... Con ?Alos rifletto sul mondo femminile e sui lavori classici che una donna (soprattutto nel passato) poteva fare... cucire era uno di questi, Uno dei pochi lavori rispettabili... da anni ero affascinata dal cucito e pochi anni fa ho preso finalmente una macchina da cucire e ho incominciato a fare pupazzi e a rimodellarmi vestiti, e mentre facevo tutto questo ho cominciato a pensare alle cinesi chiuse negli scantinati a Milano, a cucire per i nostri vestiti super economici, al fashion system dove sono famosi solo gli stilisti, ma si sa che ci sono tantissime sarte alle spalle che fanno il vero lavoro, poi alle donne del passato ecc ecc.... E così e'' nata ?Alos la sartina… in più sono cresciuta circondata dal rumore di una macchina per scarnire le tomaie delle scarpe (non so se sai cosa sia) e forse mi e'' venuto naturale concepire il rumore della macchina da scrivere come una melodia..
La sofferenza di chi ha immolato la propria vita al lavoro in fabbrica è ed è stata una triste condizione di cui molte donne sono vittime. Sento una sorta di religiosa e sensuale rivendicazione nella tua estetica musicale. Esiste qualche forma di misticismo a cui ti sei ispirata?
Misticismo...mmm non credo, ma rivendicazione sicuramente, e'' la base di Ricamatrici.
Cosa è per te la poesia?
Amo leggere, sono una divoratrici di libri, ma e'' da molto tempo che non leggo poesie. Le amavo molto da piccola; penso di essermi avvicinata alla letteratura grazie alla poesia... ma penso anche che poesia e'' molto altro, non per forza un testo scritto e che certamente la musica e'' una forma di poesia come anche l''arte.
I gesti manuali delle tue ricamatrici e le loro macchine da cucire… che ruolo hanno nel tuo immaginario?
Sono un po'' come un rituale magico, alla fine da un pezzo di stoffa tirano fuori vestiti bellissimi o comunque qualcosa che prima non esisteva. In più mi immagino loro al lavoro mentre si raccontano della loro vita o che pensano ad essa mentre cuciono, e'' un po'' un mantra. Da questo nasce il titolo “Punto Lacrima”, perché penso che in ogni punto ci sia il loro vissuto.
Il tuo percorso performativo va di pari passo alle tue pulsioni musicali. Suoni e azioni quanto sono complementari nel tuo lavoro? Cosa nasce prima, il suono o l’azione?
Come ti scrivevo prima Ricamatrici nasce da "one girl sewing music" quindi senza dubbio in tutti i miei lavori nasce prima la performance e poi il suono...di solito mi immagino l''azione, la storia che voglio narrare con ?Alos, e poi ne creo la musica; è un po'' come nei film: prima hai le immagini e poi viene la musica .Ancor più con il cucito, nella mia mente lo spettacolo era come un musical. E alla fine dopo lo spettacolo nasce il disco. Anche ora sono in giro con una nuova performance e probabilmente da questa nascerà un nuovo disco.
Quanto c’è di esoterico nelle tue composizioni e quanto di catartico nelle tue performance live?
Wow fai proprio delle belle domande!!!!! Dunque volontariamente nulla, ma involontariamente molto. Nella performance nuova tantissimo, e'' veramente esoterica, catartica e ancestrale....ma ho scoperto che aveva questi aspetti dopo averla fatta e ogni giorno sono sempre più dominanti. Ma non ho mai pensato: “ora faccio una performance esoterica”....nasce sempre prima un concetto che voglio sviluppare, e poi facendola ne esce il lato catartico....forse dipende dal fatto che suono in maniera istintiva e lascio andare completamente il mio spirito e il mio sesto senso...
Per la prima volta in “Appunti di viaggio” abbandoni la tua lingua immaginaria e ci sorprendi con una nenia “a vapore” minimal-industriale.
Cosa è accaduto?
Come ti scrivevo Ricamatrici ha pezzi che sono nati con la performance "One girl sewing music", "Appunti di viaggio" era il pezzo con cui iniziavo lo spettacolo e per la prima volta ci tenevo che il pubblico capisse cosa andavo a raccontare. Per me questo spettacolo era un musical, raccontavo una storia e volevo che almeno vagamente la gente lo capisse; così purtroppo (amo non usare la lingua conosciuta, non usare parole) ho usato le parole, molte anche in inglese, perché performando anche all''estero volevo che si potesse capire cosa andavo a raccontare. Poi e'' bello fare sorprese e rinnovarsi.
Che rapporto hai con il viaggio?
Amo viaggiare, scoprire il mondo e conoscere nuova gente, gli Ovo sono nati un po'' per questo e il nostro essere sempre in tour nasce dal nostro amore per il viaggio e gli spostamenti... Anche ora sono in viaggio, sono in U.S.A. da inizio settembre e tornerò a Berlino a metà novembre, prima ero in tour con OvO ed ora sono a Portland perché in pochi giorni parto per fare il primo tour ?Alos nella Costa Ovest....ne sono troppo contenta!!!!
Si avverte al termine del tuo disco che ?Alos è ripartita. Quale sarà la sua nuova mèta?
?Alos e'' fuggita dalla sartoria ed e'' andata ad esplorare un nuovo aspetto della donna, un nuovo senso: il sesto... Sto già facendo una nuova performance in cui esploro il lato "magico" e fisico delle donne e di me... in questa risuono la chitarra e i miei capelli... già, i capelli… anche qui un elemento super femminile e con molte valenze sociali.... se pensi alle suore o al mondo arabo...il capello, quanti significati in esso....questo è il mio nuovo viaggio ancestrale. Grazie per la bella intervista!!!! |