| RECENSIONI |
LE SINGE BLANC Strak ! (2006, Keben records) |      |
Ascoltare lavori come questo “Strak!” degli LSB (Le Singe Blanc) ti fa prendere perfettamente coscienza della qualità delle droghe che circolano in Francia in questo momento storico.. Opinioni calcistiche e personali a parte, devo ammettere che la scena underground francese gode di ottima salute e continua a sorprendermi.. dopo CHEVOU, CLUB DES CHATS e CRACK UND ULTRAECZEMA, questi LSB si mostrano tenaci difensori della bastiglia assaltata da noi violenti detrattori italioti sempre alla ricerca di una falla per infangare il loro tricolore.. “Strak!” è un viaggio sonico articolato in 13 capitoli di controllata follia post-rock, scarna, minimale, ma dannatamente ispirata.. un minestrone di suoni dove il basso funkpunk la fa da padrone tra sincopati tempi storti e momenti di violenza quasi punkore a sostegno di un lavoro vocale a dir poco inquietante che si snoda tra growl, urla disumane, vocine distorte e lamenti da monastero infestato dai fantasmi (troppi b-movies, eh?!?). I riferimenti più esplicativi per definire concretamente la musica dei Le Singe Blanc sono di sicuro Melvins, Dada Swing (con permesso..) e i seminali God is my co-pilot.. Sfiancante ed allucinato, “strak” è un'esperienza sonora che funziona sia al buio che con la luce, sia a basso volume che totally loud, sia sotto effetto di mescalina che giocando a scacchi.. un cammino coerente che porta al collasso tutte le frequenze e, non a caso, l'ultimo brano dell'album (Blayen) scompone letteralmente in rumore tutto quello che si è costruito in mezz'orra di musica. Ma ad assicurare ai più pazienti un infernale paradiso sonico post-mortem, una ghost track che fa riviere l'essenza concettuale di questo lavoro: il caos e la cattiveria nella loro vena più goliardica.. un riassunto di un paio di minuti che ti lascia ancora più vuoto, ma felice. Godard ne andrebbe fiero. Assolutamente da provare.
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