| RECENSIONI |
MASS OBLITERATION FRATRICIDE (2009, Autoprodotto) |      |
Attraverso l'assunzione sotto il controllo medico di mescalina Aldous Huxley sembra essere fuoriuscito dalle normali condizioni di coscienza, per accedere a una visione della realtà più essenziale, palpitante e piena di colori. Non sappiamo che droghe assumino i Mass Obliteration, ma ascoltando il loro Fratricide, il pianeta terra sembra sempre sul punto di contorcersi e corrodersi come sotto lo sguardo tormentato dalla barbaria umana del pittore Francis Bacon. Molto più che in altri generi nel grind e il death la differenza tra i gruppi più rappresentativi e quelli mediocri è abbissale. Se nel primo al momento una delle massime espressioni in Italia è garantita dai Dirty power game nell'ambito del death i Mass Obliteration detengono un primato di devastazione assoluta. Il punto di partenza e quello degli Immolation, ma tutte le contaminazioni con l'hardcore, le vecchie eredità dei Sepultura e un bagaglio di ascolti multiformi rendono la loro proposta decisamente ragguardevole. Nell'intervista di un paio di numeri fa abbiamo potuto constatare quanto e cosa i nostri abbiano da dire, avvicinandoci più da vicino ai loro testi non si può che apprezzare la lucidità e la padronanza con i temi più controversi dell'attualità. Paragonarli a una versione più brutale dei Cubre non è una bestemmia. Gli facciamo un in bocca al lupo per la ricerca del nuovo batterista. Complimenti... | |