| RECENSIONI |
WINTER BEACH DISCO After the fireworks, we'll sail (2008, Black candy rec.) |      |
Ehm ok, spesso il refrain con cui cominciamo le recensioni si assomiglia. Scusate se: "ci occupiamo di questo disco con un ritardo immane". In tutti questi mesi avremmo potuto benissimo dedicare ai Winter Beach disco, un'intervista, speciale monografico ed un Extra completo. Come gli Inferno, i Settlefish, Red Worms Farm e Afraid! l'ensemble di Viterbo però ha ormai raggiunto un livello talmente alto di consensi grazie al passaparola che forse più di così si rischia solo di diventare amici di Morgan, e ogni ulteriore apprezzammento da parte nostra varrebbe solo come pura adulazione agnostica alla Emilio Fede. Forse rispetto agli altri compari di quella elite lì di cui sopra sono meno capillari e costanti nelle esibizioni dal vivo,ma sono finiti comunque su Blackcandy rec., eh, eh. I Winter Beach Disco (oltre che ad un ex giocatore di colore dell'Inter e della Lazio) ci hanno sempre fatto pensare ad una versione più Indie-avventurosa-popolare dei grandi Notorius. Un pò perchè alla fine è una specie di supergruppo, con l'intervento di gente che già aveva solcato i mari con i Face the Fact, Tear me down e Redemption, un pò perchè senza colpo ferire riescono a mettere insieme i modo inconsueto e affascinante impeti danzerecci con il dinamismo hc. In un certo senso, ad affrontare un discorso del genere ci avevano provato con l'ultimissimo lavoro anche i Death of Anna Karina, ma con After the fireworks, we'll sail i nostri sono andati molto oltre trovando una formula perfetta con un sound che potrebbe benissimo mettere d'accordo Rapture e Refused. Alcuni pezzi sono indiscutibilmente hit mancati. Se Omar e Cedric degli At the drive in, invece di andare in fissa con Santana fossero rimasti a Barcellona in una discoteca invernale a guardare le stelle con i Delorean e Margherita Hack avrebbero pouto scrivere un pezzo come Taurus? Mhhh. Siamo sicuri però che nel corso dei loro travestimenti alieni e spaziali a inizio carriera i Winter beach disco qualche extraterrestre in possesso di verità sconosciute sui misteri della cassa dritta l'anno conosciuto davvero. Peccato dei dieci pezzi di questo lavoro non tutti hanno il groove di Panic in the vineyard, ma forse sarebbe stato impossibile. Gianni Bugno please...Take me to the hospital |
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| AUTORE |
| Federico Rifugiato |
| CONTATTI |
myspace.com/winterbeachdisco
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| TRACKLIST |
- Can i break 3 word
- Panic at the vineyard
- Taurus
- Kayoko & Cornelius
- Pink shoes
- Cut and fit for you
- Gardenale
- Gianni Bugno 2000
- It's so useless
- Mystery Babylon is coming
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