| RECENSIONI |
?ALOS Ricamatrici (2009, Bar La Muerte) |      |
Ascoltando il nuovo disco di ?ALOS “Ricamatrici” mi è risalita l’ebbrezza che mi aveva provocato il piccolo capolavoro che lo ha preceduto qualche anno fa: “Ricordi Indelebili” (che già non mi ero intimorito a definire “un gioiello di rara intensità”). Stefania Pedretti (già voce e presenza scenica ineguagliabile di Allun e Ovo) ripropone il suo intimismo espressivo in una nuova veste. La signorina ?Alos libera i suoi ricordi e li rivolge verso un mondo femminile fatto di stoffe e tessuti, di fabbriche e dolce sofferenza. Non c’è spazio per leziosi avanguardismi nell’opera di ?Alos, l’essenza è tanto intima quanto istintiva e non nasconde significati in quanto il “significante”, qui, non esiste. Da “Ricamatrici” emerge una personale e sensuale religiosità che non ha misteri. La voce di Stefania Pedretti, per quanto continui a rievocare figure femminili intense come poche (Meredith Monk o Diamanda Galas), resta nei parametri di un approccio più dadaisticamente punk. La “femmina” ?Alos è il simbolo di una rivendicazione artistica profonda rivolta a “quelle donne che hanno passato la vita a cucire in fabbriche e scantinati, lasciando lì i loro sogni e le loro aspirazioni”. Un disco necessario quindi, tappa fondamentale nel percorso artistico di un’artista/musicista che ripercorre il progredire del suo viaggio interiore. Il risultato è un disco di raffinato post-rock industriale (vaghi rimandi alle sonorità più concrete degli ormai storici Einsturzende Neubauten di “Die Zeichnungen Des Patienten O.T.”) avvolto in un seducente minimalismo e aggraziata cupezza. E poi… il contributo “analogico” al disco di Claudio Rocchetti è rispettoso e genialmente calibrato. Confezionato in un booklet di immagini sempre più straordinarie di Natalia Saurin che ritraggono una ?Alos sempre più solA? e sempre più poeticamente femminile…
Il percorso non è solo musicale perché le sonorità di ?Alos viaggiano di pari passo al suo percorso performativo che dopo “One Girl Cooking Music” e “4/5 Senses” si annuncia sorprendente per la sua preannunciata connotazione doom e la collaborazione con Kawabata Makoto degli Acid Mother Temple.
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