| RECENSIONI |
MICROLUX Weisse (2009, Essedesign, Videodrome) |      |
| Microlux come microchips, ovvero elettronica minima con rumori nello sfondo, mai banali, degni eredi di un gruppo pionieristico come i Matmos? Può darsi se si considera che i punti di riferimento sono in un orizzonte non molto lontano gli Stereolab, i Lamb e per quanto riguarda certe arie vintage-retrò da chill-out anni ‘90 gli High Lamas. Il progetto Microlux nasce dall’incontro di Fabio Colasanti e Linda Edelhoff che nel 2004 iniziano a comporre i loro primi brani caratterizzati da semplicità di scrittura, linearità melodica. A complicare ed arricchire le sonorità è il chitarrista Peppe Biondi. Inutile dire che i tre hanno al loro attivo un curriculum di tutto rispetto: Fabio Colasanti ha un passato post-punk, una band grunge (The Paxy’s Doll) e molte video installazioni con le conseguenti colonne sonore. Il background di Peppe Biondi inizialmente è legato al punk e alla new wave degli anni ’80. Successivamente collabora con Linda Edelhoff – che ha al suo attivo accumulato vittorie ai festival di Arezzo Wave ’97 e No Playback ’98 – in alcuni progetti elettronici di forte stampo bristoliano. L’unione di queste tre forze ha creato un simpatico e frizzante electro – pop (Microlux) con testi che variano, per pura amore della phoné, dall’italiano al tedesco e all’inglese. Nei pezzi più ispirati la voce e la pronuncia di Linda riecheggia la Nico di Chelsea Girls. Il gruppo se avrà la pazienza e la forza di non disperdersi in melodie accattivanti ma in talune occasioni troppo ripetute, potrà ambire senza inutili retoriche a un prodotto pop a 360° intelligente, raffinato, insomma alla the next big thing. |
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| AUTORE |
| Domenico Monetti |
| CONTATTI |
www.myspace.com/microlux
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| TRACKLIST |
- weisse
- anorexia
- b. yoshimoto
- revolution
- die rosen sind gesprossen
- if
- sono cattiva
- europe
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