| REPORT LIVE |
LEMONHEADS (11/10/2006 - Cambridge, UK)
di Valerio Berdini |
Questo decennio é sicuramente caratterizzato dalle reunion. Ormai non si contano più, dai mitici gruppi dei sixties (Cream), alle rivalutate icone degli eighties (Duran Duran), ai sopravvissuti, recuperati tossici dei nineties (Dinosaur Jr.) ogni settimana é la volta di qualcuno che ritorna. Ci sono altri soldi da guadagnare e chi può rimettere su la line-up non ci pensa due volte, accolto da discografici in cerca di denari sicuri e spinto dagli estratti conto ormai esigui consumati dalla vita da “celebrity”. C’é chi si ritrova ad avere qualcosa da dire, chi lascia un sapore nostalgico e chi non aveva proprio bisogno di provarci. All’ultima categoria appartengono i Lemonheads di quell’Evan Dando tanto amato quanto odiato all’inizio degli anni novanta (può vantarsi di aver avuto una anti-fanzine contro “I hate Evan Dando”) quando si divideva la scena indie americana insieme a Pixies e Nirvana. Negli ultimi 2 anni, Dando ha rimesso insieme la sua band, registrato un mediocre album da portare in un mediocre tour. Le canzoni nuove, dal vivo, non sono differenti dai pezzi storici, ma invece di brillare come i primi, sono proprio i classici ad appiattirsi su suoni che non spiccano, che non emozionano più. Le ermetiche parole pronunciate in un accento poco comprensibile (per me almeno) sfuggono e si perde uno dei punti forti della band, i testi. Il suo atteggiamento scocciato e sfuggente, sul palco come nelle interviste, é quello di sempre, quello di chi sembra ti stia facendo un favore ad essere tornato. Come se fosse stato disturbato dal suo oblio. Il punto é che nessuno glielo ha chiesto, nessuno lo ha invitato a tornare. Qualcuno ha comprato l’album, qualche altro é venuto a sentirlo (il locale da 800 posti é semivuoto) ma avremmo tutti quanti continuato a vivere tranquilli e felici senza doverci sorbire questa svogliata ricostruzione di un passato crollato, morto con Cobain, che non può più esser ricostruito, per fortuna il mondo e la sua musica evolvono. A volte piacerebbe ricordarli come erano, purtroppo non lo si può sapere fino a che non riappaiono dietro un microfono e ci fanno sentire se hanno voglia di raccontare ancora qualche loro storia. Beh, i Lemonheads di voglia non ne hanno nemmeno un briciolo, e si vede. |
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