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AC/DC
di Valerio Berdini |
21 anni dopo gli ACDC sono tornati all'Apollo Hammersmith, 21 anni di assenza di un concerto in un teatro, sotto un tetto. L'attesa per i loro spettacoli e' cosi' alta che da tempo immemore non hanno mai suonato in qualcosa di piu' piccolo di un arena. Non di rado il loro pubblico e' stato cento volte superiore ai 5000 fortunati dell'Apollo. L'evento avviene in occasione della ristrutturazione del leggendario Apollo Hammersmith, l'ex Odeon, tempio della musica Londinese. Gli ACDC vengono invitati ad inaugurarlo, ad aprire le sue nuove porte con il buon vecchio rock'n'roll.
Per accedere ai biglietti si passa attraverso un'interminabile fila virtuale di registrazioni on-line che iniziano un paio di settimane prima tra siti ufficiali e sponsor di ogni tipo. Un percorso obbligato dall'organizzazione che prova a tagliar fuori il mercato illegale che, specialmente in inghilterra, sta confinando su ebay il contrabbando dei biglietti dei concerti. Inutile. Al costo contenuto a 10 sterline, lo stesso del loro ultimo concerto del 1982, I 5000 biglietti sono esauriti in 4 minuti, e dopo altri 4 minuti su ebay si vendono ad oltre 1000 sterline. I fortunati possessori, per ritirarli scorrono lungo una fila interminabile e reale. Si e' tra nuovi e vecchi fan. Professionisti ancora incravattati, usciti di corsa dall'ufficio, padri e figli, eterni hellraiser con giacche jeans ricoperte in ogni buco con toppe griffate ACDC. E' quello che ti aspetti. Oltre al biglietto consegnano braccialetti antifrode, senza di loro al polso non si entra, ma i bagarini cercano disperatamente biglietti, non sapremo mai cosa succede..io sono dentro. La leggenda vuole che per il primo concerto degli ACDC all'Apollo nel 1976, Bon Scott, il rimpianto primo cantante della band, volle arrivare in teatro con la metropolitana assieme ai fan. Davanti ai cancelli nessuno gli credette e per entrare fu costretto a pagare il biglietto per evitare il servizio d'ordine. Oggi di Bon Scott resta il fantasma e il mito, saldo nel cuore dei fan (dubito che al mondo esista altra band con una base di fan cosi' religiosamente devota), ma il quintetto odierno sempre guidato da quel folle folletto che e' Angus Young, spicca sul panorama live con la forza della musica al di la della sua leggenda.
Il calore dell'accoglienza ti fa sentire il momento, i 5 salgono sul palco con 5 minuti di ritardo, sufficienti a far salire l'attesa oltre il tollerabile. Dopo la delusione del "support act" ad opera degli acclamati (in UK) Hundred Reason, basta il primo riff di Young per convincerti che gli ACDC restano il miglior spettacolo di suoni e luci nel mondo amplificato.
Brian Johnson, con il suo solito look in un corpo che segna gli anni, sembra il piu' fuoriluogo sebbene la sua voce, quello che poi interessa, resiste agli eccessi dei tempi. La sezione ritmica guidata da Malcom Young e' ancora l'unica nel rock in grado di competere con la precisione degli orologi svizzeri e su questa base, vestito nel suo completo da eterno scolaretto, Angus Young delizia il publico nel suo continuo alternare riff, strip, assoli, smorfie, sudore e corse lungo il palco...per una volta piccolo e senza la passarella che lo porta a suonare tra il pubblico. La scaletta e' quella che il pubblico vuole, scorre lungo tutto il catalogo lasciando fuori qualche gemma, ma dopo 25 anni di album e' impossibile far felici tutti. Apre una maestosa "Hell Ain't A Bad Place To Be" a scaldare l'aria come se ce ne fosse bisogno, segue l'inno Back in Black (con la seconda strofa cantata dal pubblico in aiuto di uno smemorato Brian Johnson) ma il pubblico e' ormai in ipnotico delirio e concederebbe ai cinque ogni licenza. Loro su un palco 5 volte piu' piccolo del solito scorrono uno dopo l'altro gli anni della storia del rock, dalla concorrenza al punk con i colpi di chitarra di "If you want blood (you've got it)" agli eighties che lasciano spazio allo spettacolo, lo strip di Angus durante "The Jack" non delude ed arriva a scoprire i suoi anglosassoni boxer e poi la campane di Hell Bells (che Brian Johnson evita di scalare); l'inconfondibile chorus di "You shook me all night long" il pezzo che rischia di far venir giu' la galleria appena ristrutturata; il riff di "whola lotta Rosie" che per motivi di spazio non si porta dietro la bambolona gonfiabile; l'impareggiabile assolo di "Let there be rock" che Angus va a suonare sopra alla batteria. E' l'apoteosi. Una lezione di rock, una notte che ha dimostrato come dalle origini il futuro ha da imparare, che suonare dal vivo non vuol dire salire su un palco e fare una session di studio ma tirar fuori la voglia, la gioia, la gloria e lanciarla a colpi di note su chi e' venuto ad ascoltare. Elementi dei Primal Scream, Keith Flint dei Prodigy, Brian May e Roger Taylor dei riformati (sigh!) Queen erano tra il pubblico, speriamo che anche qualche giovane rockstar sia entrata ed abbia potuto imparare dai nonni il mestiere di intrattenere con il rock'n'roll. Il tetto sotto cui gli ACDC erano ha aiutato a non disperdere le sfilettate di note e quei 4900 uomini (e un centinaio di donne!) che sono riusciti ad entrare hanno assorbito ogni nota della lezione. Tanto vicini da poter vedere le rughe. Non ce n'erano.
Alla fine di quasi 2 ore di concerto la tracklist completa sara':
Back in Black Stiff Upper Lip Dirty Deeds Done Dirt Cheap Thunderstruck Rock N Roll Damnation Hard As A Rock The Jack Hell Bells If You Want Blood You Shook Me All Night Long TNT Whole Lotta Rosie Let There Be Rock
Highway to Hell For Those About To Rock |
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