| STAR |
JOHN CALE
di Riccardo Ponis |
John Cale rappresenta la parte perdente dei Velvet Underground.Il suo passato con una delle più grandi band di tutti i tempi non lo ingombra più di tanto, dato che i suoi dischi non vanno mai in classifica e sono ancora in molti a non sapere della sua esistenza: era sconosciuto al tempo dei Velvet e continua ad essere poco cosiderato oggi. Eppure il suo contributo alla musica rock è stato fondamentale e molte bands prodotte da lui come Stooges, Nico o Patti Smith, godono di tutt'altro trattamento. Un artista non si giudica dal successo, ma dopo quarant’anni di ottima musica, ogni personalità che ha dato così tanto dovrebbe ricevere un po’di più. Bisogna riconoscere che la carriera discografica di Cale non è delle più coerenti e la sua poliedricità è stato sicuramente una motivazione dell’interesse altalenante da parte del pubblico; nella sua discografia non sono presenti degli evidenti passi falsi, ma l’estrema eterogeneità musicale delle sue composizioni mostra un percorso più rischioso rispetto a quello del compagno Lou Reed, a cui si può riconoscere l’immensa qualità artistica e sperimentale, ma anche la maggior commerciabilità, di gran parte delle sue opere. La passione per lo sperimentalismo musicale conquista Cale quando, dopo aver frequentato la Goldsmiths University a Londra negli anni 60,decide di entrare in contatto con l’avanguardia musicale inglese e inizia a studiare musica elettronica venendo successivamente espulso dalla scuola a causa di tendenze musicali troppo estreme. Nel 1963 si trasferisce negli USA, nel Massachussets, per frequentare il conservatorio Eastman, da cui sarà comunque espulso. Per “consolarsi” decide di collaborare con John Cage e La Monte Young, che lui identifica come grande maestro. Nel 1963 è stampato in sole 98 copie quello che sarà la prima incisione discografica di Cale assieme a La Monte Young: il MONTE YOUNG ALBUM dei Dream Syndicate. L’anno dopo Cale forma i Primitives con Lou Reed, uno di quei gruppi fantoccio utilizzati per una sorta di exploitation dedito alla creazione di 45 giri di piccole società discografiche (come la Pickwick in questo caso) che imitavano i grandi successi rock & roll del momento. Esce così il 45 giri di “The ostrich/ Sneaky pete”. I Primitives rappresentano il primo embrione dei Velvet Underground, ma sono radicalmente differenti. I Velvet Underground esordiscono (come tutto il mondo sa oggi, ma non sapeva all’epoca, dato lo scarso successo commerciale del gruppo al momento dell’uscita dello storico album conosciuto col nomignolo “banana”) nel 1967 con NICO & THE VELVET UNDERGROUND prodotti da Andy Warhol, un album che darà la dimostrazione della non necessità di possedere unicamente competenze tecniche per comporre brani e inaugurerà la multimedialità, rendendosi cavia del progetto tutto Warholiano dell’ Exploding Plastic Inevitable. Iniziano le manie di protagonismo di Lou Reed; Cale inizia a defilarsi dal gruppo durante la produzione del secondo album dei Velvet Underground WHITE LIGHT, WHITE HEAT (scandaloso riferimento all’eroina, mito probabilmente mai così discusso da un gruppo nell’intera storia del rock). Nel gruppo John Cale sfrutta le sue capacità di polistrumentista, dando l’apporto assolutamente radicale agli arrangiamenti piuttosto che alle composizioni, tutte rigorosamente fatte da Lou Reed su chitarra acustica, ma rielaborate con viole elettriche, basso e tastiere di Cale. Una canzone come “Heroin” su NICO & THE VELVET UNDERGROUND, non sarebbe considerata dalla stampa americana una delle 10 canzoni più importanti della storia del rock se non avesse avuto quel continuo supporto “impazzito e disturbante” della viola elettrica di Cale. Dopo la dipartita di John Cale dai Velvet Underground a causa della guerra tra lui e Lou Reed la vena sperimentatrice del gruppo si tramuta in maggiore convenzionalità compositiva, comunque di ottima fattura. Nel frattempo Cale si dedica alla produzione di “THE CHELSEA GIRL”, il debutto solista di Nico e inizia la sua carriera solista nel 1970 con l’ottimo e dimenticato VINTAGE VIOLENCE, un album di composizioni sperimentali con dosato gusto pop. Questa in definitiva sarà la caratteristica del sound che accompagnerà la maggioranza dei suoi album solisti; come detto in precedenza, nella sua discografia non sono presenti dei veri e propri passi falsi, ma degli album non sempre all’altezza dei suoi capolavori PARIS 1919 (1973) o FEAR (1974), neanche lontanamente paragonabili al gradevolissimo rock & roll di SLOW DAZZLE (1975) ad esempio. Cale alterna produzioni di album altrui (Nico,The Stooges, Patti Smith, i primissimi Police) con produzioni proprie, ma anche quando sono quasi completamente strumentali è evidente la sua propensione verso melodie ricercate e mai banali. Nel 1990 decide di rendere tributo a Warhol con un album scritto assieme al suo vecchio compagno di battaglia Lou Reed e compone l’ottimo SONGS FOR DRELLA; le modalità di lavoro sono pressoché le stesse utilizzate all’epoca dei Velvet: Reed scrive testi e abbozza le canzoni, Cale le arrangia e le arricchisce. Non sono presenti altri musicisti al di fuori di loro due. L’intimità creatasi durante la composizione porterà ad ipotizzare una reunion dei Velvet Underground, che si concretizzerà nel 1994 con un tour mondiale, ma un successivo ed insanabile (data la prematura morte del chitarrista Stearling Morrison) split del gruppo. Cale decide successivamente di dedicarsi alle colonne sonore di film e alla sonorizzazione di vecchi filmati di Warhol e ritorna spesso sul mercato con interessanti album come l’elettro-rocckeggiante HOBO SAPIENS (2003) e l’eterogeneo e strano BLACK ACETATE (2005), tutti lavori che continuano ad aggiungere spunti interessanti alla ricerca musicale intrapresa da una delle personalità più fondamentali e fondamentalmente dimenticate della musica rock.
|
|