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DAVE MUSTAINE
di Giose
Qui non voglio parlare di un musicista e basta.
Qui voglio parlare di uno stato d’animo vissuto, se siete ancora umani, da tutti.
Qui voglio parlare d’invidia.
Qui voglio parlare di quel sentimento che non vi fa dormire la notte e rende odiose anche le persone a voi più care.
Nessuno ha il libretto di istruzioni dell’esistenza umana, e questo è scontato, però quanto fa rodere aver fatto la scelta sbagliata.
Quanto vi fa incazzare vedere i vostri amici felici e spensierati mentre nella vostra testa la vocina non smette di rimproverarvi, non smette di lamentarsi, non vi lascia in pace.
E’ vero: del senno di poi sono piene le fossa, ma allora come biasimare una persona che in quelle fottute fossa ce ne vuole mettere un milione di senni, un milione di vocine!
Questo è il Megadeth, questo è Dave Mustaine.
C’è da ammettere che questo sentimento è sempre servito al vecchio Mustaine per comporre cose egrege: da Killing is my Business a Countdown to Extinction i Megadeth sono stati grandiosi, ma la capacità di lasciarsi stare non è tra le corde del roscio, tanto da abusare di qualsiasi cosa per quasi dieci anni pur di trovare un po’ di pace, pur di zittire quella vocina di merda!
Per quanto bravo, veloce, ricco e fico possa essere, il vecchio Mustaine rimarrà sempre il primo dei perdenti. E non per i fan o per gli ascoltatori di buona musica ma per sé, per tutte quelle battaglie perse con sé stesso, con la sua volontà, con la capacità di rimanere insieme agli invidiati (vedi Metallica) e rendere lo speed metal qualcosa di molto più grande con cui confrontarsi.
Questo il vecchio Mustaine lo sapeva in dall’inizio, basta ascoltare Kill’em all per capire la gravità della situazione. Ma il protagonismo, l’eccesso giovanile, la gioia del conflitto sono stati argomenti letali per la sua permanenza tra i Metallica.
Allora si fanno delle scelte più o meno ponderate fino a che suonare BENE non diventi accessorio alla permanenza in una band e i tuoi amici ti voltano le spalle perché preferiscono la tranquillità alla genialità, la guerra fredda all’assalto frontale, lo spirito di conservazione a quello della distruzione.
E invidia per i loro successi alle sue spalle, per giunta con canzoni sue.
E invidia per quel feeling che non si riesce più a trovare con nessun altro musicista.
E invidia per quei ragazzini che ascoltano “The four horsemen” osannandone solo ¾.
E invidia.

Andiamo per gradi. Dal momento che considero i Megadeth il mio primo vero gruppo preferito mi sono ripromesso che avrei comprato tutti i suoi (loro) album. Che mi piacessero o no sono convinto di avere un piccolo debito con Mustaine e voglio ricambiare in questo modo: ed eccoli qua, 11 cd rigorosamente originali impilati sulla mia scrivania. Devo ammettere che qualcuno di questi mi è assolutamente estraneo ma se qualcun altro potesse parlare…quante ne direbbe!
Basti pensare che Countdown to Extinction è stato il mio primo cd in assoluto e se adesso dovrei fare una graduatoria d’importanza di tutti i miei album non si sposterebbe neanche per un secondo dalla vetta della classifica.
Prima di avere il piacere di ascoltare il buon vecchio Mustaine passavo le mie giornate consumando cassette registrate dei Guns, di Elio e degli Scorpions. A quei tempi il movimento grunge lo trovavi alla boutique e la diatriba tra Smash e Dookie si faceva quanto mai agguerrita.
Al mio paese c’erano i metallari ma erano, e forse lo sono tuttora, presi a discutere di quanto la ESP fosse una chitarra migliore della BC Rich e quanto Van Halen fosse meglio di Kerry King.
C’era chi ascoltava i Metallica ma con il Black Album appena uscito erano diventati troooppo commerciali (termine odioso tanto quanto chi lo utilizza!) e allora giù con i Pantera: quelli si che sono cattivi! Intanto i Megadeth venivano per lo più tacciati di essere la brutta copia dei Metallica anche se :”Rust in peace è un capolavoro”.
Il mio personale avvicinamento all’arte di mr. Mustaine l’ho avuto grazie alla visione di un video: quello di “Sweating Bullets”. Video più canzone hanno sortito uno strano effetto su di me poiché mi accorgevo che non ero l’unico a sentirmi sdoppiato, o triplicato a causa di un oppressivo ambito culturale (ah, l’adolescenza!). Mi accorgevo che un brutto ceffo americano aveva azzeccato in pieno il mio stato d’animo e mi accorgevo che la musica stava diventando per me qualcosa di ben altro che un piacevole diversivo.
Corro a comprare Countdown. Torno a casa e comincio l’ascolto. BUM, da quel giorno la mia vita è radicalmente cambiata:
Ho cominciato a praticare air guitar e tuttora non riesco a smettere.
Mi rendo conto che Dave Mustaine è uno dei miei migliori amici (anche se lui tuttora non lo sa).
Si fotta il grunge, viva il METAL!

D’altra parte come si fa a rimanere impassibili di fronte all’arte sfoderata da mr. Mustaine?
Oltre alla maestria con cui suona la sua Jackson King V (e poi ESP) si pensi ai testi che è stato in grado di scrivere. Di tutti i gruppi della Bay Area a lui contemporanei solo Mustaine è riuscito, a mio avviso, a tirare fuori dalle proprie liriche qualcosa di più genuino di un mero sentimento orrorifico (Metallica), goliardia caciarona (Anthrax) o cattiveria sopra le righe (Slayer).
Non si può non ammirare una persona che, come lui, è stata capace di oggettivare in maniera così costruttiva l’ossessione che lo perseguita da tutta una vita. E’ infatti solo grazie alla distorsione della realtà che riesce ad infondere nei suoi brani che l’ascoltatore si può redimere, si può sfogare, può essere una persona migliore dopo l’ascolto di un qualsiasi album dei Megadeth (ma magari fino a Youthanasia, eh!). Quasi fosse una seduta dall’analista al contrario: in cui il dottore (Mustaine) è quello con smanie di distruzione e genuino odio verso il genere umano e l’ascoltatore è quello che ridimensiona le proprie ossessioni una volta paragonate a quelle dello specialista.
Tutto ciò è dovuto solamente grazie a quel fantastico sentimento che Dave riesce così tanto bene ad esprimere ma che non riuscirà mai a soffocare: l’invidia.

Hello me…it’s me again
You can subdue but never tame me
It gives me a migraine headache
Thinking down to your level
Yeah, just keep on thinking it’s my fault
And stay an inch or two outta kicking distance
Mankind has got to know
His limitations

Non penso che ci sia altro da agginugere.